Il caos delle elezioni americane: come mai può capitare?

A molti dei miei connazionali americani piace pensare alla loro nazione come un paese eccezionale, un esperimento politico unico, diverso da tutto il resto. Per alcuni, questa è una buona cosa; gli Stati Uniti si distinguono in alto, come ha detto Ronald Reagan, “la città splendente su una collina”.

Perché gli USA non possono avere elezioni “semplici”?

Gli Stati Uniti sono particolari per molti versi quando si tratta di elezioni. In primo luogo, siamo l’unico paese industrializzato che toglie diritti a tanti dei suoi cittadini, negando loro il diritto di voto. In secondo luogo, per quanto riguardo coloro a cui è consentito votare, gli Stati Uniti hanno il tasso rispetto alla partecipazione degli elettori più basso di qualsiasi altro paese del “primo mondo” (di solito ± 50%).

Il voto elettronico è in realtà un sistema di voto del terzo mondo

Molti americani pensano che il voto elettronico sia il modo “moderno” di votare. In realtà, è vero il contrario. Quando si tratta di sistemi di voto, gli Stati Uniti sono l’esempio al contrario. Infatti, gli unici paesi che utilizzano il voto elettronico come quello degli Stati Uniti a livello nazionale sono Brasile, Namibia, Filippine, Mongolia, Kirghizistan, India e Iraq (grazie all’invasione americana).

La segretezza della “Black Box”

Le società che vendono questi sistemi di votazione elettronici sono società private a scopo di lucro. In quanto tali, possono affermare che il software e i sistemi che utilizzano sono “segreti commerciali” e quindi non soggetti ad alcun tipo di analisi o verifica da parte delle autorità governative. Gli americani sono quindi costretti a sottoporre i loro voti a un sistema “Black Box” — cioè un sistema di tabulazione completamente esente a qualsiasi controllo indipendente.

Queste macchine per il voto touchscreen Diebold, ispezionate qui nel 2013, sono ancora in uso nella contea di Shelby, TN. Credito fotografico: © Jim Weber / The Commercial Appeal / ZUMAPRESS.com

Diffidenza pubblica del sistema

Non sorprende che, data la mancanza di trasparenza dei sistemi di voto utilizzati, il pubblico americano abbia perso fiducia nell’integrità del proprio voto. Credo che un fattore importante nell’allontanamento dell’Europa dal voto elettronico è stato proprio questa sfiducia che le persone nutrono (e giustamente) nei confronti dei sistemi di voto a “scatola nera”. Infatti abbiamo visto questa sfiducia manifestarsi in extremis nel corso dei due ultimi cicli elettorali americani.

Come siamo arrivati a questo punto?

Il sistema politico statunitense rende il paese particolarmente vulnerabile alla manipolazione di un sistema basato sul voto elettronico. Mentre, altri paesi potrebbero decidere su un fornitore nazionale e quindi negoziare la trasparenza e applicare linee guida, standard e protocolli uniformi, la Costituzione degli Stati Uniti conferisce il potere e la responsabilità di organizzare le elezioni ai singoli Stati.

L’Help America Vote Act del 2002

Questo atto del Congresso è venuto sulla scia della debacle dei “chads impiccati” nelle elezioni in Florida del 2000. “Mai più!” fu il grido del Congresso. L’HAVA era una gigantesca donazione finanziaria all’industria del voto elettronico. Il Congresso ha stanziato oltre 3,9 miliardi di dollari agli Stati da utilizzare per aggiornare i loro sistemi di voto, allontanandoli dalla vecchia scheda perforata, dai sistemi a leva e da altri sistemi, e per sostituirli con nuovi brillanti sistemi di voto elettronico.

Ohio 2004: come Bush ha rubato un elezione

Le prime elezioni nazionali che si sono svolte dopo che i sistemi di voto elettronico erano stati installati ai sensi dell’Help America Vote Act del 2002 sono state le elezioni presidenziali del 2004, prima ancora che Dominion avesse conquistato una quota di mercato. Proprio come la gara del 2000 si era svolta in Florida, la gara del 2004 è arrivata in Ohio. Quello stato stava per decidere se George W. Bush o John Kerry sarà il prossimo presidente.

A ciascun partito il suo fornitore preferito di macchine di voto

Nel 2009, caduto in disgrazia dallo scandalo delle frodi in Ohio, Diebold era costretto a vendere la sua attività del sistema di voto e la sua quota di mercato del 30% ad un’altro fornitore. Il Ministero di Giustizia del Presidente Obama ha utilizzato le leggi antitrust per costringere Diebold a vendere a Dominion Voting Systems, una piccola impresa, ma una con legami forti al Partito Democratico e la famiglia Clinton.

I lobbisti svelano la fedeltà di ciascun fornitore

ES&S e Dominion impiegano ciascuno 6 lobbisti, tutti ex membri del Congresso. I lobbisti di ES&S sono composti da 5 ex membri dello staff del Partito Repubblicano e un ex membro dello staff democratico. Per Dominion, è il contrario: i loro lobbisti sono composti da 5 ex membri dello staff democratico e un ex membro dello staff repubblicano.

“Distruzione reciproca assicurata”

Ciò che ha reso la Guerra Fredda fattibile con solo due superpoteri in lotta per il dominio è stato il concetto di “distruzione reciprocamente assicurata”. Una volta che l’URSS avesse ottenuto la bomba atomica, avrebbe significato che ne sarebbe seguita una certa stabilità, per timore che i due rivali distruggessero il mondo e se stessi.

Elezione 2020: Trump porta il caos

Purtroppo l’accordo di pace tra i due partiti politici americani in merito ai sistemi di voto elettronico non è stato rispettato dal presidente Donald Trump, un vero outsider nel mondo politico.

Elezione 2024: La vendetta di Trump?

Per Donald Trump, che si considera un “winner” invincibile, non resta altro da fare che rilanciare la sua candidatura alla Casa Bianca nel 2024. L’unico modo per vendicarsi sarà vincere di nuovo. La vittoria del 2024 diventerà la prova del frode del 2020.

Joe is a US Ex-Pat with dual US-EU citizenship, who travels Europe extensively, commenting on trends, attitudes, politics and more.

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